VESPIZZATEVI! 75 anni di successi e ripartenze

Fonte: Sito Web Ufficiale MUSEO PIAGGIO

Nella primavera 2020 Piaggio ha riproposto una campagna che è entrata nella storia del costume e della comunicazione: VESPIZZATEVI, lo slogan che accompagnò l’Italia e l’Europa nella ricostruzione post bellica e nelle prime fasi del boom economico, quando Vespa fu “un veicolo per tutti”, per il recupero della mobilità e quindi della libertà.


Che cosa significa Vespizzatevi oggi? È un’esortazione a riappropriarsi della nostra libertà di muoverci in autonomia e sicurezza, gestendo le distanze, scegliendo di evitare le file e sfuggire all’affollamento e al traffico. E Vespa lo fa come lo ha sempre fatto, con lo stile, la classe e l’eleganza che la contraddistinguono, proponendosi come simbolo di un nuovo rinascimento tutto italiano.


La campagna, realizzata da BBH London, vede il contributo di grandi grafici internazionali, stringendo ancora una volta il legame inscindibile che unisce Vespa e il mondo dell’arte. Con l’Art Director Pablo Gonzalez De La Pena hanno lavorato quattro artisti: l’inglese Paul Thurlby, il francese Quentin Monge, l’argentino Sebastian Curi e l’italiano Agostino Iacurci. Ne sono nati quattro soggetti che celebrano il ricongiungimento tra le persone e ciò che si è perso durante l'isolamento: andare al lavoro in libertà, fuggire dalla città o semplicemente riunirsi con gli amici.


La prima versione del Vespizzatevi arriva nel 1950 su grafiche di Nino Ferenzi: il grafico triestino fu il primo a illustrare la fortunata campagna che vide, negli anni a seguire, le firme di grandi nomi della réclame quali il francese Villemot e l’italiano Zambelli. L’invito, anzi l’imperativo, era esplicito: Vespa era il modo nuovo di muoversi, più veloce e facile dei mezzi pubblici – ancora lontani dalla piena efficienza – più economico e accessibile dell’automobile.


Vespizzatevi costituì una vera rivoluzione linguistica nella comunicazione, creando un verbo a partire dal nome Vespa, una tendenza che porterà a campagne leggendarie come il “Chi Vespa mangia le mele” e "Giovane chi Vespa” del decennio successivo. Vespa produsse una serie di messaggi che sono rimasti nella memoria collettiva, testimonianze di una attenzione al tessuto sociale che solo Vespa, entrata da subito nella quotidianità di tutti, oggetto di accompagnamento di ricordi personali e soggettive avventure, poteva permettersi.

La mostra, interamente realizzata con documenti provenienti dall’Archivio Storico Piaggio, celebra lo spirito senza tempo di Vespizzatevi attraverso immagini fotografiche e pubblicità che ripercorrono settantacinque anni di una storia che ha dato nuova marcia al mondo intero, diffondendo Vespa e il suo stile di vita sulle strade di tutto il globo.


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