il Piccolo Museo della Vespa "Leoni Rossi"

Non sappiamo se il Piccolo Museo della Vespa Leoni Rossi sia il più piccolo museo del mondo, piccolo lo è sicuramente e per quanto ne sappiamo è unico nel suo genere. L'assortimento di autentici pezzi da museo, per quanto in scala ridotta, ne fa una sorta di succursale in miniatura in versione giocattolo del prestigioso Museo Piaggio di Pontedera. Per saperne di più VespArtNews ha intervistato Enrico La Manna, già presidente del Vespa Club Leoni Rossi di Grottaminarda, direttore, curatore nonché padrone di casa di questo simpatico museo.

Innanzitutto Enrico grazie per averci aperto le porte del tuo museo: quando è nata la tua passione per la Vespa?

La passione per la Vespa in me c'è sempre stata. Con mio cognato, amico da sempre, abbiamo girato ovunque, in due sulla sua Vespa 50HP. Dopo la maturità sono riuscito a mettere da parte i soldi ed ho così potuto acquistare la mia prima Vespa, una 50R, che ho poi restaurato completamente. Da allora non mi sono più fermato ed ora ne possiedo una decina e ti dirò che non mi dispiacerebbe averne altre in futuro.

Come nasce l’idea del Museo?

Credo che l'idea di possedere qualcosa e di mostrarla sia qualcosa di innato in tutti i collezionisti. Nel momento in cui si mette in vetrina qualcosa nasce lo spirito di un museo. La mia intuizione è stata quella di riempire un vuoto presente nel mondo vespistico. La miniaturizzazione della Vespa in forma di giocattolo è andata in parallelo al suo successo di mercato, da subito le maggiori ditte di giocattoli nazionali e internazionali hanno iniziato a proporre riproduzioni di Vespa e di scooter in scala ridotta con altrettanto successo.


Come è nato invece il Museo?

Quando sono riuscito a mettere insieme un po' di materiale ho aperto una pagina Facebook dedicata, che da subito ha riscontrato un gran successo di fan. Il museo ha esordito quindi come luogo virtuale per poi farsi reale dopo aver liberato una stanza di casa che ora è adibita a “sede museale”. Ho riciclato armadi, mobiletti e librerie trasformandoli in bacheche e vetrinette. Una curiosità: a fare da “custode” al museo è Ozzy, la mia iguana lunga un metro e mezzo che proprio nella sala del museo ha il suo terrario.

Quale è stato il primo pezzo della tua collezione?

La mia “numero 1” intendi? Non è stata un pezzo singolo bensì 46 pezzi in un colpo solo! Nello specifico l'intera collezione di Vespa Collection venduta nelle edicole. Si può dire che la mia collezione inizia da una raccolta già completa.

Oltre a Ozzy c’è qualcun altro che ti aiuta?

Per le pulizie mi avvalgo del prezioso aiuto di mia moglie, bontà sua, ma se devo dirla tutta non mi piace che altri mettano mano alla mia collezione perché sono tutti pezzi a loro modo delicati e si rischia sempre tanto... diciamo che li preferisco interi anche se magari un po' impolverati!


Come cerchi / dove trovi i pezzi da esporre?

Seguo il mio istinto e le dritte che mi arrivano, frequento i mercatini, ma la via più comoda e semplice è fare ricerca online: quando sai cosa cercare ti basta digitare le parole giuste nei motori di ricerca e trovi di tutto, anche dall'altra parte del mondo.

Se puoi dircelo, senza rischiare il divorzio intendo, quale budget dedichi a questa tua passione?

Non mi sono mai prefissato a un budget, quando scopro un pezzo che mi interessa non mi faccio condizionare dal suo prezzo. Metto da parte il necessario e appena posso me lo prendo. Sui vari siti di aste e vendite on line mi sono aggiudicato tutto quello che cercavo a buon prezzo... almeno credo! Ma non porto a casa qualunque cosa. La mia è una collezione mirata che punta alla qualità. Visitando il Piccolo Museo della Vespa è possibile fare un viaggio attraverso un percorso storico e cronologico e si riesce a comprendere l'evoluzione del giocattolo, dalla latta modellata a mano al metallo pressofuso, dai facsimili in plastica abbozzata al modellismo preciso nei minimi particolari, dai giochi di società a quelli per l'esterno come bici, tricicli e i modelli elettrici a batteria.

Quanti pezzi sono esposti?

Sono davvero tanti ma non ho mai fatto un inventario preciso, mia moglie quando spolvera dice che sono tantissimi (n.d.r.: per rendersene conto basta dare un'occhiata alla photogallery che chiude questa nostra intervista). La mia intenzione è quella di riuscire a catalogarli ma non di tutti conosco la provenienza esatta.


Il pezzo più grande?

Il più grande è un Kiddie Rides, ovvero una di quelle giostrine che si trovano davanti ai bar e si mettono in funzione inserendo una moneta, nel mio caso le care vecchie 500 lire. Trovarlo non è stato semplice, è di una ditta spagnola e l'ho trovato in mano a un venditore di Ravenna. Mi sono subito lanciato nell'acquisto e grazie ad amici autotrasportatori sono riuscito a portarlo a casa... non ti sto a raccontare lo stupore di mia moglie!


Il pezzo più piccolo invece?

Ho diversi modelli di piccole dimensioni – hanno il pregio di essere quelli che danno alla mia consorte la sensazione di costare meno. Quello che mi piace di più è un modellino che ricorda la partecipazione della Piaggio alla Parigi-Dakar del 1980, una riproduzione molto accurata della Vespa PX del pilota Jean Francois Benoit. Penso sia un pezzo unico di realizzazione artigianale dal momento che non sono riuscito a trovare nessun riferimento.

Il tuo pezzo più prezioso?

Come per tutti i collezionisti che si rispettino è sempre quello che deve ancora arrivare...


Il piu antico?

Il pezzo più datato della mia collezione è di un'azienda italiana, la Siro Ferrari, non più attiva. Per quella che è la mia conoscenza in materia posso dire con certezza che si tratta della prima miniatura commerciale della Vespa, datata 1948, realizzata in latta e con movimento a molla. Funziona ancora perfettamente e mi diverte molto... dopo la carica parte a razzo!

Il pezzo più raro?

I più rari sono quelli artigianali, tutti pezzi unici per forza di cose. Ne ho uno in cartapesta, con conducente, mai visto in nessun'altra collezione, di cui purtroppo non si conosce chi sia l'autore, preso in un mercatino di vendita online spagnolo. Appena ho visto la foto è stato un colpo di fulmine e l'ho comprato immediatamente.


A questo punto sono curioso di sapere quale consideri il tuo pezzo più strano.

Senza dubbio è quello in latta che riproduce un pachiderma seduto in sella a una Vespa a tre ruote. Un pezzo originale davvero carino, poi copiato in diverse nazioni e prodotto, sempre in latta, anche in tempi recenti. Ne ho due, uno Made in China e l'altro più interessante prodotto nella Germania dell'ovest, subito dopo la seconda guerra mondiale, nella zona americana, riconoscibile dal marchio sulla caviglia sinistra “Made in US-Zone”.

Quali sono invece i pezzi che arrivano da più lontano?

Al museo sono esposti diversi pezzi d'oltreoceano. I più belli sono dei pezzi in latta degli anni '50 fabbricati in Giappone. Molto belli anche se più recenti altri pezzi, sempre provenienti dal Giappone ma in plastica. Riproducono i personaggi della Disney e infatti alcuni di questi sono marchiati proprio Disney TokyoSea.

I pezzi meritevoli di segnalazione sono davvero tanti, vuoi per importanza, per interesse storico, o anche solo per emozione. Di uno solo sono molto geloso, è fatto di carta e sembra una macchinina, a me piace credere sia la riproduzione di una “Vespa 400”, l'automobile prodotta dalla Piaggio. Questa automobilina di carta mi è stata regalata da mia figlia, nel suo primo anno di scuola materna per la festa del papà e da allora la custodisco in vetrina insieme a tutti gli altri pezzi da museo.

Nel Piccolo Museo della Vespa dei Leoni Rossi ci sono solo giocattoli e gadget oppure ci sono altri “articoli” vespistici?

Ad arricchire l'esposizione ci sono tanti articoli vespistici, dai gadgets dei raduni ai libri sui viaggi in Vespa a quelli sulla storia vespistica, e poi quadri, riviste, locandine cinematografiche, film in VHS, CD e altri supporti vintage come LP in vinile, musicasette e ovviamente una postazione multimediale per vedere i film e ascoltare la musica. C'è anche una piccola collezione di opere d'arte, con quadri e sculture a tema. Ogni settimana arrivano pacchi da ogni parte del mondo... il problema a breve sarà trovare più spazio!


Da queste tue parole si evince quanto grande sia la tua passione: ti va di raccontarci la tua carriera di vespista? Come sei diventato Presidente di un Vespa Club?

Insieme ad altri tre amici sono stato tra i fondatori dei “Leoni Rossi” di Grottaminarda. I miei amici hanno visto in me l'entusiasmo nel portare avanti questo impegno premiandomi con la carica di Presidente, una responsabilità che mi porta a impegnarmi al massimo. Il Vespa Club Leoni Rossi nasce nel lontano 2007 - diciamo poco dopo l'acquisto della mia prima Vespa. Subito ci siamo resi conto dell'importanza di condividere questa passione. Oggi il club conta più di 200 soci e sono molto soddisfatto perché la strada non è mai stata in salita. Non posso nascondere di aver avuto problemi con altri club locali, cose passate che oramai ci siamo lasciati alle spalle. La nostra filosofia è quella della promozione e dello sviluppo territoriale, infatti i nostri primi raduni ufficiali, denominati Irpinia in Vespa, sono stati un mezzo per raccontare i diversi luoghi della nostra provincia senza limitarci a Grottaminarda, paese dove tutto è nato e dove risiedo. La nostra attività poi è sempre aperta alla solidarietà: con la manifestazioni di VespaBefana raccogliamo giocattoli per i bambini meno fortunati. Abbiamo poi partecipato a raccolte fondi al fianco di Telethon e AISM. L'esperienza dei soci del club è stata sempre messa a disposizione degli altri soci, fornendo suggerimenti e aiuto per l'iscrizione dei veicoli al Registro Storico Nazionale, così come nell'indicazione della convenzione assicurativa più economica e vantaggiosa. Nel 2018 la nostra attività turistica ci ha portato a essere premiati e ci siamo classificati tra i primi tre club a livello nazionale.

E la nostra attività non si limita ai giri in Vespa: abbiamo anche prodotto diretto e girato un cortometraggio, abbiamo pubblicato un libro, partecipiamo a mostre, fiere e tanto altro ancora. Tutte le info sulla nostra attività vengono puntualmente condivise sui nostri canali Social, la pagina ufficiale di Facebook, il canale Youtube e sul nostro sito www.leonirossi.it

Permettimi di presentare l'organigramma del MOTO CLUB VESPA LEONI ROSSI ASD

Presidente: Enrico La Manna, Vicepresidente: Enrico Franco Savelli, Segretario: Rocchino Solomita, Addetto Stampa: Francesco Inglese, Direttore Turistisco: Flaviano Oliviero.


Enrico, per chiudere puoi dire a chi fosse interessato cosa fare per visitare il tuo museo?

La mia intenzione è quella di rendere il museo visitabile senza problemi, ma al momento purtroppo ciò non è ancora possibile. Il Piccolo Museo della Vespa è ubicato a Grottaminarda (AV) e per ora è possibile visitarlo solo su appuntamento tramite la pagina Facebook del museo. Un mio sogno è quello di riuscire un domani ad attrezzarmi per renderlo un “museo itinerante”, così da poterlo portare in giro per l'Italia e chissà... magari un giorno riuscire a esporre questa mia collezione proprio al Museo Piaggio di Pontedera!


A seguire una photogallery con una piccolissima parte della collezione...





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